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Troppo facile comprare armi in Usa: Cosa ne pensa Obama?

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Sono note a tutti le continue stragi negli Stati Uniti d’America, nelle scuole, nei cinema, nei supermercati e il dibattito sull’accesso alle armi è sempre molto acceso dentro e fuori lo stato americano.\r\n\r\n

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Ma è davvero così facile per qualsiasi cittadino comprare armi negli USA??

\r\nPare proprio di si: gli unici vincoli sono quelli di non avere precedenti penali, avere più di 18 anni per i fucili e i fucili a canna liscia e più di 21 anni per accedere a qualsiasi altro tipo di arma da fuoco, dal fucile alla pistola.\r\n\r\nNell’immagine sotto potete vedere l’aumento esponenziale delle vendite delle armi in Usa, soprattutto dopo l’avvenimento di alcuni fatti che hanno aumentato la paura tra i cittadini.\r\n\r\narmi vendute in usa\r\n

Perché questo?

\r\nLa risposta è che nella Costituzione Americana, nel secondo emendamento è scritto: “Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto.” Alcuni Stati hanno cercato di porre delle restrizioni maggiori, ma tali leggi spesso vengono giudicate dalla Corte Suprema incostituzionali proprio a causa del suddetto emendamento.\r\n\r\nDopo le varie stragi, ci sono state e ci sono tuttora, varie proposte e modifiche per regolamentare l’acquisto di armi da fuoco, l’ultima, nel 1968, ha introdotto il controllo sui precedenti penali fino ad allora assente. Detto ciò, basta recarsi in un negozio specializzato o in supermercato, fornire i propri dati per collegarli all’arma acquistata, compilare un modulo per il controllo della fedina penale e pagare!\r\n\r\nMa non solo: le armi si possono acquistare senza troppi limiti anche online e presso le fiere di armi presenti in tutto il Paese.\r\n

Qual è il pensiero di Obama riguardo alla facilità di accesso alle armi da fuoco negli Stati Uniti?

\r\nIn alcune dichiarazioni ufficiali, il presidente degli Stati Uniti ha espresso l’idea di volere un controllo maggiore sull’acquisto di armi da fuoco e in una lettera al New York Times del gennaio 2016 ha scritto che non appoggerà nessun candidato alla presidenza che non abbia nella propria agenda in programma una revisione seria in materia di accesso alle armi da fuoco.\r\n\r\nIl presidente americano sostiene anche che le lobby delle armi non dovrebbero ostacolare, come fanno da tempo, questo processo e dovrebbero contribuire a rendere queste armi più sicure, sostenendo che per impedire questa epidemia della violenza è necessario lavorare tutti insieme. \r\n\r\n\r\n\r\nA gennaio, in diretta televisiva dalla Casa Bianca ha, infine, esplicitato gli interventi che secondo il suo pensiero sarebbero necessari: tutti i rivenditori, anche quelli online e fieristici, dovrebbero applicare la verifica dei dati necessari degli acquirenti di armi; i cinquanta stati federali dovrebbero raccogliere e distribuire informazioni su tutti coloro che non possono accedere alle armi, non solo per precedenti penali ma anche per malattie mentali o perché autori di violenze domestiche; sarebbe necessario maggiore personale disponibile per l’FBI per effettuare controlli e aggiornamenti; sarebbe utile investire per favorire l’accesso alle cure che migliorino la salute mentale dei cittadini e sarebbe auspicabile che i dipartimenti della difesa, della Giustizia e della Sicurezza lavorino e investano nello studio di nuove tecnologie per aumentare la sicurezza nell’utilizzo delle armi da fuoco.\r\n\r\nCome si evince, però, il pensiero di Obama è quello di porre maggiori controlli e cure, ma non di proibire del tutto l’acquisto e l’utilizzo di armi da fuoco ai cittadini americani.

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Primo ministro europeo attivo soprattutto nel volontariato in quanto crede che aiutare gli altri e il nostro pianeta sia un modo per crescere insieme come persone, popolo e umanità.

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