Renzi e il jobs act

Jobs Act vs Raccomandazioni: vincono ancora loro

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Tra il 2014 e il 2015 il governo Renzi ha introdotto diversi provvedimenti legislativi con l’intento di rinnovare il mondo del lavoro, tutta questa riforma è stata introdotta con il nome di Jobs Act.\r\n\r\nIniziamo col dirvi che la parola Jobs Act, in pochi lo sapranno, ma non è stata instituita da Renzi nel mondo della politica, il termine Jobs Act era stato utilizzato nel 2012 da Barack Obama ed era il “Jumpstart Our Business Startups Act che serviva a favorire piccole aziende mediante l’iniezione di fondi.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nIl Jobs Act era stato un cavallo di battaglia di Matteo Renzi, infatti già durante il governo Letta, annunciava la voglia di voler cambaire il mondo del lavoro attraverso una legge.\r\n

Che effetti ha avuto il Jobs Act dopo quasi un anno?

\r\nAlla luce dei dati ISTAT la riforma sembra non aver avuto molto successo, in un primo momento, soprattutto grazie ai vari incentivi dati alle aziende, sono aumentati di molto i contratti a tempo indeterminato, mentre oggi con gli sgravi contribuiti diminuiti non si registra nessun aumento dell’occupazione; anzi sembra come riporta la stessa ISTAT c’è stato una diminuizione dell’occupazione.\r\n\r\nIstat\r\n\r\nIl milione di nuovi posti di lavoro non si è visto, anche se Renzi proclama il suo Jobs Act ha già fatto piu di mezzo milione di contratti di lavoro andando contro anche ai dati ISTAT e INPS, anche se punto di differenza sarebbe il modo di calcolare i nuovi contratti.\r\n\r\nAlla fine quello che interessa ai cittadini italiani è che in Italia ancora il lavoro è un utopia, e spesso si utilizza ancora, andando contro la meritocrazia, il vecchio metodo delle raccomandazioni.\r\n\r\nLe raccomandazioni sono un male tutto Made in Italy, esistono trasversalmente in tutti i settori e anche se vengono demonizzate da tutti, anche dai politici, sono ancora la vera e l’unica legge del mondo del lavoro; la legge delle raccomandazioni ha fatto sicuramente  più posti di lavoro del Jobs Act, ma non è lavoro, sono raccomandazioni che creano un vasto panorama di problemi.\r\n

E la meritocrazia?

\r\nLe raccomandazioni uccidono la meritocrazia, da oltre 30 anni la meritocrazia ha fatto il posto alle raccomandazioni sia in posti statali che in posti pubblici, anzi sicuramente son di più le raccomandazioni nei posti pubblici; infatti sono tantissimi i comuni italiani pieni di dipendenti assunti tramite raccomandazioni, non diciamo una novità visto che ci sono più casi di aziende comunali con più dipendenti di quanto ne avessero bisogno.\r\n

E i giovani di talento scappano

\r\nLe raccomandazioni sono un male per tutti, immaginate quanti problemi può creare gente incompetente che non sà fare il proprio lavoro in un azienda pubblica, e che magari deve andare a spiegare procedure, non osiamo immaginare. Ma sono un male anche per tutti quei giovani laureati e di talento, che magari vedono sogni sfumare perchè il posto di lavoro desiderato viene occupato da una persona raccomadata e per lo più senza la preparazione adeguata.\r\n\r\n\r\n

\r\n\r\n\r\nPoi ci lamentiamo se un azienda non funziona, se un Istituto ha debiti, o se non risuciamo a essere un paese competitivo a livello Europeo, intanto i migliori vanno via verso Stati che fanno della meritocrazia una virtù.\r\n\r\nIn tutto questo ci rimettono i cittadini italiani!

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